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LA CALABRIA PER L’UNITA’ D’ITALIA
AGOSTINO BELCASTRO 11 febbraio 2011

Rileggere il libro ingiallito dal tempo di Filippo Aliquò Taverriti “La Calabria per l’Unità d’Italia”, a cinquant’anni dalla sua prima edizione (1960), è più che mai attuale in un momento in cui in tutta la penisola italiana si stanno organizzando i festeggiamenti per celebrare il 150° anniversario di un evento che per la sua portata assume significati e valori autentici. Filippo Aliquò Taverriti, era nato a Reggio Calabria il 19 luglio 1902 ed è deceduto il 29 marzo 1976. E’ stato un giornalista, storico e lessicografo. Era figlio dello scrittore e bibliotecario Luigi Aliquò Lenzi. Iniziò giovanissimo l’attività di pubblicista ed appena ventenne ha collaborato con il Corriere di Calabria di Orazio Cipriani. E’ stato Corrispondente dalla Calabria di numerose testate nazionali (tra cui il Messaggero) e nel secondo dopoguerra fu condirettore, insieme a Filippo Rizzo, del quotidiano “La Voce di Calabria”. Nel 1953 fondò il settimanale “Corriere di Reggio” che ebbe vita fino alla metà degli anni ’90. Aliquò Taverriti, con la sua opera, ha messo in risalto il contributo dato dal popolo calabrese, in particolare quello reggino e della provincia, per la realizzazione di un sogno che agli inizi poteva sembrare irrealizzabile. Sono pagine memorabili che rievocano, nei minimi particolari, fatti e avvenimenti realmente vissuti dai protagonisti che, mettendo a repentaglio la loro vita, non si sono risparmiati per la causa alla quale credevano con convinzione…..”Se soccombiamo – scrivevano Attilio ed Emilio Bandiera a Mazzini prima della partenza da Malta per la Calabria – dite ai nostri concittadini che imitino l’esempio, poiché la vita ci viene data per utilmente e nobilmente impiegarla, e la causa per la quale avremo combattuto e saremo morti è la più pura, la più santa che mai abbia scaldato i petti degli uomini; essa è quella della Libertà, dell’Eguaglianza, dell’Indipendenza e dell’Unità italiana”. Leggendo il libro balzano agli occhi del lettore la storia dei Borboni sul trono di Napoli, le vicende del Risorgimento(episodi di eroismo e di patriottismo, I Romeo, I Plutino I “Martiri di Gerace”, ecc.) I Garibaldini in Calabria (La leggendaria spedizione dei “Mille”, la conquista di Melito Porto Salvo, Reggio liberata). Pagine stupende, quindi, che meritano di essere rilette e meditate alla luce di episodi e situazioni che a distanza di 150 anni l’Unità d’Italia, come ebbe a scrivere nella sua presentazione Mimmo Aliquò in occasione della ristampa della seconda edizione,“viene messa in discussione da organizzazioni partitiche e movimenti che con la diffusione dei loro scellerati programmi mirano a cancellare quegli ideali di libertà e di democrazia a cui si ispirarono i nostri Padri”. E ancora scriveva Mimmo Aliquò:” Emergono, da questo libro, interessanti figure di reggini come i Romeo, i Plutino, i Cuzzocrea, Casimiro De Lieto, il canonico Paolo Pellicano e tanti altri che operarono in stretta collaborazione ed in comunione di propositi e di intenti coi maggiori patrioti dell’Alta Italia. Uomini carichi di tanto sentimento nazionale, artefici generosi delle lotte memorabili del nostro Risorgimento. Storia di casa nostra, dunque; storia di personaggi che non compaiono sulle pagine dei grandi testi di storia, ma che pure hanno fatto la storia”. E, infine,Mimmo Aliquò, scriveva che il volume va riletto perché “ancora sussistono gravi problemi da risolvere per giungere ad una completa integrazione economica, politica, sociale, spirituale tra il Nord e il Sud della Penisola”.